22 giugno 2026

Bioplastica compostabile. Più risorse ai Comuni che fanno meglio la raccolta dell’organico

Il corrispettivo riconosciuto ai comuni raggiungerà i 175 euro a tonnellata per le raccolte con una presenza di materiale non compostabile fino al 2,5%. Rinnovato l’allegato tecnico ANCI, CONAI e Biorepack


Le città che faranno una migliore raccolta differenziata degli imballaggi in bioplastica nell’organico, riuscendo così a ridurre i materiali non compostabili presenti nell’umido, verranno premiati con i corrispettivi maggiori: è quanto contenuto nell’allegato tecnico rinnovato da ANCI, CONAI e BIOREPACK e dedicato agli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile. Il nuovo accordo resterà valido fino al 31 dicembre 2029 e aggiorna il precedente sistema operativo ed economico applicato nel periodo 2021-2025.

 


Tra le principali novità introdotte dal nuovo testo figurano i nuovi corrispettivi economici più premianti, scattati dal 1° gennaio 2026, per i Comuni convenzionati con il consorzio Biorepack. Il sistema definisce tre fasce qualitative – premiale, ottimale e sub ottimale – sulla base della percentuale di materiali non compostabili (MNC) presenti nella raccolta organica. Per il biennio 2026-2027 il corrispettivo massimo riconosciuto per la raccolta degli imballaggi in bioplastica compostabile raggiungerà i 175 euro a tonnellata per le raccolte con una presenza di materiale non compostabile fino al 2,5%. Nel successivo biennio 2028-2029, salirà fino a 190 euro a tonnellata. Contestualmente viene introdotta una soglia molto più stringente per il riconoscimento dei corrispettivi. L’accordo aggiorna inoltre i valori flat applicabili in assenza di analisi merceologiche, con un’attenzione particolare per i nuovi Comuni convenzionati. Le novità riguardano anche il corrispettivo forfettario per il trasporto oltre 25 km che viene portato a 0,55 euro a tonnellata (ora è di 0,45 euro/t).

 


“La riduzione delle impurità nella raccolta dell’organico è una priorità strategica per migliorare le performance industriali del riciclo e la qualità dei prodotti ottenuti”, evidenzia Carmine Pagnozzi, direttore generale di Biorepack. “Gli imballaggi compostabili rappresentano uno strumento importante per migliorare l’intercettazione dei rifiuti organici e produrre compost di qualità, restituendo sostanza organica ai suoli e contribuendo concretamente allo sviluppo della bioeconomia circolare”.