11 marzo 2026

Rapporto Istat sui rifiuti, ecco gli ultimi dati sul trattamento organico

Rapporto Istat sui rifiuti, ecco gli ultimi dati sul trattamento

Aumenta in Italia la raccolta differenziata dei rifiuti organici (+2,6%), mentre il settore del trattamento biologico risponde con un ulteriore incremento della capacità di trattamento complessiva che passa da 12,3 a 12,7 milioni di tonnellate. Quanto alla dotazione impiantistica nazionale, continua la fase di ammodernamento con l’aumento delle unità nel settore del trattamento integrato e di una unità nel settore della digestione anaerobica. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel Rapporto rifiuti di Istat.  Il documento evidenzia che la produzione complessiva di rifiuti urbani nell’UE a 27 fa registrare, rispetto al 2022, una riduzione dello 0,2% passando da 229,6 a 229,2 milioni di tonnellate. Rispetto al 2021 la riduzione è del 3,8%. In termini quantitativi, per l’Italia si nota un aumento della produzione di quasi 220mila tonnellate.

 


I numeri del sistema
Il ricco compendio statistico, nel capitolo dedicato alla gestione e trattamento biologico dei rifiuti organici rivela che nel 2024, l’ultimo preso in esame dall’Istat, l’intero sistema è costituito da 344 unità operative, in particolare: 250 impianti dedicati al solo trattamento aerobico (compostaggio); 66 impianti di trattamento integrato anaerobico/aerobico; 28 impianti di digestione anaerobica. L’analisi dei dati sulla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata (umido più verde) evidenzia una progressiva crescita del settore, sia con riferimento alle quantità complessivamente trattate (+41%) che con riferimento alla gestione della sola frazione organica da raccolta differenziata dei rifiuti urbani, i cui quantitativi aumentano, nello stesso periodo, del 37,8%.

Sempre nello stesso anno, la quantità totale di rifiuti recuperati attraverso i processi di trattamento biologico (circa 9,3 milioni di tonnellate) segna, rispetto al 2023, un aumento di 518mila tonnellate (+5,9%). Analogo andamento si riscontra anche per la quota di rifiuti organici da raccolta differenziata, il cui quantitativo gestito passa da 6,9 milioni di tonnellate a circa 7,2, mostrando una crescita di 271mila tonnellate (+3,9%). I quantitativi di rifiuti biodegradabili di cucine e mense trattati sono pari a circa 5,2 milioni di tonnellate (72% del totale).

 


L’andamento regionale dei rifiuti
L’andamento delle quantità di rifiuti organici trattate a livello di macroarea geografica conferma il trend positivo già rilevato nel biennio 2022 - 2023, con le regioni del Nord che vedono un incremento di oltre 74mila tonnellate, corrispondente all’1,6%. Le regioni del Centro sono quelle con la crescita del trattamento biologico delle frazioni organiche più rilevante (+15,9%, pari a +121mila tonnellate). La dotazione impiantistica si evolve sia con l’aumento delle unità di compostaggio (3 impianti in più rispetto al 2023) che degli impianti di trattamento integrato. Anche nelle regioni del Sud si rileva un andamento positivo nel trattamento delle frazioni organiche, il cui quantitativo, dopo la riduzione riscontrata tra il 2022 e il 2023, mostra un incremento di 75mila tonnellate (+5,2%).

L’analisi dati di gestione a livello regionale mostra come il trattamento biologico sia prevalentemente concentrato nelle regioni del Nord, dove è più sviluppato il tessuto industriale e si rilevano le più alte percentuali di raccolta differenziata, soprattutto in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il quantitativo complessivo di rifiuti organici gestiti in queste regioni rappresenta il 51,3% del totale nazionale e il 77,3% della macroarea Nord. Il ruolo leader, come negli anni precedenti, è della Lombardia con 1,7 milioni di tonnellate, pari al 23,9% del totale nazionale. In questa regione risultano operativi 76 impianti, di cui 54 dedicati al compostaggio, 10 al trattamento integrato anaerobico/aerobico e 12 alla sola digestione anaerobica, per una capacità di trattamento complessiva di 2,9 milioni di tonnellate.

 


Gli impianti di compostaggio
Capitolo impianti di compostaggio: quelli operativi nel 2024 sono 250 (erano 275 nel 2023 e 285 nel 2022) e risultano localizzati per il 58,8% al Nord (147 unità), per il 14,4% al Centro (36 unità) e per il 26,8% al Sud (67 unità). La quantità complessiva dei rifiuti trattati, pari a 3,4 milioni di tonnellate, si mostra sostanzialmente stabile evidenziando, rispetto al 2023, un aumento dello 0,7% corrispondente, in termini quantitativi, a circa 24mila tonnellate. Ancora in calo, invece, il trattamento della frazione organica da RD, il cui quantitativo (2,4 milioni di tonnellate) mostra una riduzione di 108mila tonnellate (-4,2%). Come già segnalato, per tale flusso di rifiuti si osserva una progressiva crescita negli anni delle quote destinate a trattamento integrato aerobico/anaerobico a scapito dei quantitativi avviati al solo trattamento aerobico, per il quale si riscontra anche una riduzione della dotazione impiantistica (35 impianti in meno nell’ultimo triennio). La frazione umida, circa 1,1 milioni di tonnellate, rappresenta il 32,1% del totale trattato dagli impianti di compostaggio aerobico. L’analisi dell’andamento dei dati di gestione dei singoli flussi (figura 3.2.10) evidenza, tra il 2023 e il 2024, un’ulteriore riduzione, superiore alle 118mila tonnellate (-9,7%), dei quantitativi di umido trattati.

 


Il trattamento integrato
Infine, gli impianti di trattamento integrato, che prevedono la combinazione dei due processi anaerobico e aerobico, rappresentano negli ultimi anni la tipologia di gestione che ha fatto registrare la maggiore crescita nel trattamento delle frazioni organiche selezionate avviate a recupero. I quantitativi dei rifiuti complessivamente gestiti sono pari a 4,7 milioni di tonnellate, evidenziando rispetto al 2023 un aumento di 357mila tonnellate (+8,2%), mentre la sola quota dei rifiuti organici della RD (circa 4,2 milioni di tonnellate) presenta un incremento di 272mila tonnellate (+6,9%). Questa tendenza è determinata sia dall’aumento dei quantitativi gestiti in alcuni impianti preesistenti, sia dall’avvio dei nuovi impianti (il numero totale si attesta a 66, nel 2023 erano 61 e nel 2022 51), con una quantità autorizzata complessiva di circa 6,1 milioni di tonnellate. Gli impianti sono localizzati per il 59,1% nelle regioni del Nord (39 impianti), per il 18,2% nel Centro (12) e per il restante 22,7% nel Sud (15).